Era il 1983 quando le Nazioni Unite definirono le basi dello sviluppo sostenibile come la tutela delle risorse per le future generazioni. Nel corso del tempo, i concetti di sostenibilità hanno preso forme sempre più dettagliate, arrivando a sviluppare degli obiettivi contro la povertà e lo sfruttamento della vita umana, e in favore di energie rinnovabile, acqua pulita e potabile, igiene umana e alimentare, salute e benessere animale e umano. Nascono così i 17 Obiettivi dell’Agenda 2030, il cui fine ultimo è l’integrazione dello sviluppo ambientale, sociale ed economico per eradicare la povertà in tutte le sue forme entro il 2030.

Ideali e propositi che noi tutti auspichiamo, ma che vedono la mancanza di un altro obiettivo per raggiungere gli scopi di cui sopra: la sicurezza sui luoghi di lavoro. È vero: tra i 169 targets dell’Agenda 2030, velatamente si affronta il problema della dignità lavorativa delle persone. Per esempio:

  • Obiettivo 3.9. Entro il 2030, ridurre sostanzialmente il numero di decessi e malattie da sostanze chimiche pericolose e da contaminazione e inquinamento dell’aria, delle acque e del suolo. In che modo arrivare a tale obiettivo se non si fanno campagne di sensibilizzazione sull’uso dei dispositivi di protezione individuale durante l’utilizzo di qualsiasi prodotto chimico? Su come si leggono le schede di sicurezza degli agenti chimici? Su cosa siano pittogrammi, frasi H e schede tecniche?
  • Obiettivo 4.3. Aumentare considerevolmente entro il 2030 il numero di giovani e adulti con competenze specifiche -anche tecniche e professionali- per l’occupazione, posti di lavoro dignitosi e per l’imprenditoria. In che modo incentivare l’importanza della formazione occupazionale, anche in ambienti in cui si pensa che non serva? Pensiamo a tutti i laureandi delle facoltà scientifiche che non hanno una formazione specifica per i laboratori che frequentano.
  • Obiettivo 8.3. Promuovere politiche orientate allo sviluppo, che supportino le attività produttive, la creazione di posti di lavoro dignitosi, l’imprenditoria, la creatività e l’innovazione, e che incoraggino la formalizzazione e la crescita delle piccole-medie imprese, anche attraverso l’accesso a servizi finanziari. In che modo aiutare i datori di lavoro ad adempiere ai propri doveri e i lavoratori a far valere i propri diritti senza che quest’ultimi si vedano costretti a tacere per non perdere il lavoro?

Ma non bastano! Non ci può essere sostenibilità senza la tutela della sicurezza e della salute degli operatori e delle operatrici che portano avanti tutti i servizi ambientali, economici e sociali nei nostri Paesi. Per questo motivo, la SSL – Servizi Sicurezza Lavoro richiama l’attenzione sull’adempimento delle misure di prevenzione e protezione previste dal D.lgs. 81/08 (Testo Unico sulla Sicurezza) da parte di tutti i datori di lavoro per la tutela dei propri dipendenti. Ma anche sulla formazione continua degli operatori nel settore dell’educazione alla sostenibilità, i quali devono far propri i concetti di benessere sui luoghi di lavoro.

 

Nel video in basso, il nostro contributo alla Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro 2021 “Anticipare e essere pronti a rispondere alle crisi — Investire in sistemi resilienti di salute e sicurezza sul lavoro”. Photocredit e videomaking © Grazia Doddo.