Stagno di Sa Marigosa ® 2014 M. Fais

Il 2 Febbraio 1971, a Ramsar (India) si firmò la Convenzione sulle zone umide di importanza internazionale, il cui scopo è quello di tutelare e gestire gli ecosistemi naturali delle zone umide, ossia quegli ambienti naturali caratterizzati dalla presenza contemporanea di acque e suolo (i.e., lagune, estuari, laghi costieri, paludi, acquitrini, bacini naturali e artificiali con acqua stagnante o corrente, dolce, salata, salmastra). Dal 2 Febbraio 1997, ogni anno si celebra la Giornata Mondiale delle Zone Umide attraverso una serie di iniziative promosse da enti e associazioni locali e internazionali.

Cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus) presso lo Stagno di Sa Marigosa ® 2014 M. Fais

L’importanza delle zone umide è basilare per il mantenimento dei processi ecosistemici che avvengono in esse: apporto dei nutrienti e riciclo biogeochimico; siti di alimentazione e nidificazione per numerose popolazioni aviare e ittiche; processi di bioturbazione grazie alla presenza di meio- e macrofauna; etc. Processi che garantiscono una serie di servizi socio-economici fondamentali per l’ecologia umana che vanno dalle attività ricreative (birdwatching, escursioni e sport in natura) a quelle produttive (pesca, acquacoltura e maricoltura).

Tuttavia, l’eccessivo sfruttamento delle risorse naturali, con il prelievo ingente di acqua per pratiche di allevamento e agricoltura intensiva, sistemi di dragaggio, introduzione di specie aliene diretta e indiretta, nonché il surriscaldamento globale, ha portato alla perdita dell’oltre 50% delle zone umide sul nostro pianeta.

Per maggiori informazioni sulle zone umide e le attività organizzate in occasione della Giornata Mondiale a esse dedicata, vi consigliamo di visitare la pagina di MedWet (The Mediterranean Wetland Initiative) che accoglie gli Stati Mediterranei e peri-Mediterranei interessati nel Trattato di Ramsar.

Fenicotteri rosa (Phoenicopterus roseus) presso lo Stagno di Sa Salina Manna ® 2014 M. Fais