L’utilizzo delle mascherine chirurgiche in tempo di Covid-19 (a.k.a. malattia respiratoria acuta SARS-CoV-2) ha posto numerosi dubbi sulla loro efficienza e su quale tipologia dovesse essere adoperata da parte di chi lavora in ospedale, o a stretto contatto con il pubblico, di chi è infetto da tale virus e di chi, invece, non è un attore diretto del percorso di tale malattia.image (2)
I viri (n.d.r., il plurale corretto della parola virus, benché sia in uso comune il termine virus anche a tal proposito) sono piccole entità biologiche in grado di replicarsi solo all’interno delle cellule che li ospitano, sia che queste abbiano origine batterica o eucariotica (come quelle umane). I viri presentano forma diversa e possiedono una diversità genomica incredibile (maggiore di quella di batteri ed eucarioti). Esistono viri con l’informazione genetica portata nella doppia elica di DNA (virus a DNA) o nella singola elica dell’RNA (virus a RNA) oppure virus sia a RNA e a DNA (a seconda dello stadio in cui si trovano). Il Sars-Cov-2 è un virus a RNA della famiglia Coronaviridae, a cui appartengono numerosi viri (https://bit.ly/2UY4zxj), inclusi i ceppi di coronavirus a noi ben noti, come quello dei pippistrelli (Bat coronavirus) e quello responsabile della SARS-1 (del 2002) e della MERS-CoV (del 2012). Tutti questi viri sono parenti del più noto fautore dell’influenza Spagnola (1918-1920/1). Nonostante molte notizie fasulle si siano diramate nel corso del tempo sull’eventualità che tutti questi virus fossero creati in laboratorio e riversati ad hoc per decimare le persone per qualche arcano motivo, la Scienza ci dimostra che non è andata esattamente così. Questi viri hanno mutato la loro informazione genetica da ospite a ospite. L’applicazione delle nuove tecnologie molecolari e bioinformatiche alla virologia ha dimostrato la storia di diversi viri, tra cui il Sars-CoV-2 che risulta avere un progenitore ancora non noto con uno dei Bat coronavirus esistenti, ma che non è stato manipolato o creato in laboratorio (https://go.nature.com/2R2XBGf).

Fonte: https://www.tmj4.com/

Fonte: https://www.tmj4.com/

In un primo momento, si è pensato che il coronavirus SARS-CoV-2 potesse disperdersi in aria, ma un recentissimo studio ha smentito anche tale ipotesi (https://bit.ly/2R7XtFf). Il presente virus
ha una grandezza di circa 0.06-0.14 µm e si trova immerso nelle gocce (droplet) di muco e saliva proveniente dalle vie aeree, la cui grandezza varia dai 5 µm ai 5 mm. La sua diffusione avviene per contatto diretto con le mucose orali, olfattive o oculari. La prima ipotesi di diffusione aerea aveva portato la OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e il Comitato Scientifico Italiano, nonché diversi scienziati e professionisti sulla sicurezza della salute umana, a consigliare l’uso delle mascherine ai soli operatori sanitari, agli infetti/positivi al virus e a chi fosse a contatto con il pubblico. La recente pubblicazione scientifica di cui sopra ha fatto emergere l’importanza che questa pratica fosse adoperata da tutti, per cui il consiglio di utilizzo è rivolto a tutti.

Tuttavia, come gli stessi professionisti e scienziati riportano, l’uso improprio o singolo delle mascherine non serve a proteggerci da questo nuovo Covid. Infatti, le azioni di sola protezione personale non assicurano nemmeno la minima protezione, soprattutto se queste vengono fatte in maniera sconsiderata o superficiale. La miglior azione è sempre quella preventiva: la corretta igiene personale (lavarsi spesso le mani con acqua calda e sapone; l’utilizzo di igienizzanti a base di alcol; l’utilizzo di alcol almeno al 70%) e il rispetto delle distanze di sicurezza e delle misure adottate dal presente Governo (DPCM n. 19/2020 e successive disposizioni attuative).

 

Vogliamo di seguito proporvi alcuni chiarimenti sull’utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) in merito a tale epidemia e in generale, fermo restando che non esiste a tutt’oggi l’obbligo di indossare le mascherine da parte di tutti, ma solo da parte di chi è infetto o positivo al Covid-19 (che, in ogni modo, dovrebbe rimanere in quarantena).

Presentazione standard4 (1)

percentuali di efficienza DPI e relative caratteristiche secondo GCerti Italy con Certificazione Accredia UNI CEI EN ISO/IEC 17021-1:2015

 

  1. Le mascherine, di qualsiasi tipologia, devono essere usate correttamente, altrimenti non solo vi ponete a rischio per l’infezione da Sars-2 ma anche per qualsiasi altro microrganismo (batteri, funghi, parameci o altri virus) che potrebbe comportare l’insorgenza di sintomatologie varie ed eventuali (infiammazioni, dermatiti, riniti, deficit respiratori).
  2. Le mascherine, di qualsiasi tipologia, sono usa e getta: non sono progettate per usi molteplici né per lavaggi in candeggina o in lavatrice ad alte temperature. Inoltre, sconsigliamo vivamente le igienizzazioni domestiche, come consigliato da qualche parte in rete, in quanto è necessario: saper usare e trattare i DPI correttamente; saper igienizzare le superficie e le mani in maniera esemplare; stare attenti a evitare contatti di qualsiasi tipo tra mascherina/mani e altre superfici; saper riporre la mascherina ipoteticamente igienizzata in un luogo quanto più sicuro possibile, possibilmente sterile. È palese che tutte queste attività fatte in casa non possano garantire la perfetta sanificazione della mascherina e metterebbero a rischio la vostra stessa salute (per inalazione di composti chimici o per l’accumulo di ulteriori microrganismi, come da punto 1).
  3. L’uso dei DPI da parte di chi non è stato formato adeguatamente al loro utilizzo (e di chi non mette in pratica il corretto utilizzo, benché formato) causa un deficit della soglia di attenzione, portando quindi alle mancate azioni preventive di cui sopra (evitare di uscire di casa; lavarsi spesso le mani; mantenere le distanze di sicurezza). È di fondamentale importanza:
    • non toccarsi il viso, soprattutto con i guanti addosso;
    • apporre correttamente la mascherina e togliersela solo ed esclusivamente quando è necessario buttarla;
    • non riporre, quindi, la mascherina su collo o testa o penzolante per le orecchie e poi rimettersela addosso;
    • evitare di spostare la mascherina per parlare al cellulare o con un altro interlocutore (che senso ha togliersi la protezione nel momento maggiore del suo utilizzo?);
    • non toccarsi assolutamente gli occhi e, ove possibile, utilizzare i googles (gli occhiali da laboratorio);
    • non usare cellulare/tablet o pc con i guanti;
    • mettersi i guanti solo dopo essersi lavati e igienizzati le mani;
    • rimuovere i guanti correttamente;
    • evitare i guanti in lattice (possono causare dermatiti da contatto o allergie);
    • passare alcol o detergenti a base di alcol sulle mani (con guanti o senza) ogni qualvolta si toccano soldi o superfici o merci.
  4. Le mascherine, di qualsiasi tipologia, non garantiscono l’immunità totale dal virus. Non esiste il rischio zero per nessuna delle tipologie di mascherine in commercio/a disposizione.
    • Mascherine a uso civile (protezione di primo livello): destinate ai cittadini per cui deve essere garantita la produzione attraverso un sistema di gestione di qualità (ISO 9001:2015), con criteri gestionali per la produzione e schede tecniche ben precise; non devono essere nocive o dannose alla salute umana e avere un minimo di capacità filtrante. Sono una protezione molto blanda nei confronti di diversi microrganismi, incluso il SARS-CoV-2 e, infatti, NON sono assolutamente né DPI né Dispositivi Medici. Scarsa efficacia filtrante in esalazione e inalazione.
    • Mascherine chirurgiche: costituite da tessuto-non-tessuto (TNT) disposto in 4 strati (tipo II e IIR), con capacità filtrante (strato esterno), impermeabile ai liquidi (strato centrale) e ipoallergenico (strato a contatto con la pelle) e devono essere certificate. Devono, inoltre, possedere una barra deformabile interna (per conformare la mascherina alla propria fisionomia) e i sistemi di fissaggio a legacci o elastici. Devono rispondere necessariamente alle norme tecniche per il personale sanitario (UNI EN ISO 14683 e UNI EN ISO 10993) da certificare all’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Tali mascherine sono efficienti per evitare l’emissione di particelle di saliva e muco anche del diametro di 4-5 µm (quindi quelle che potenzialmente potrebbero portare con sé il virus Covid-19) ma non proteggono assolutamente dall’inalazione delle stesse. Per questo sono utili per chi sospetta o è certo della propria infezione da Covid-19, ma non proteggono assolutamente da esso. Efficienza filtrante in inalazione: scarsa; efficienza filtrante in esalazione: 95-99% a seconda della dimensione del droplet.
    • Mascherine con filtro FFP2 senza valvola di aspirazione: sono costituite sempre da strati di TNT, soffiato a fusione, e devono aderire al volto. Sono dotate di stringinaso con guarnizione di tenuta e doppio elastico. Devono rispondere necessariamente alle norme tecniche (UNI EN ISO 14683 e UNI EN ISO 10993) da certificare all’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL). Tali mascherine sono efficienti per proteggere dall’inalazione di particelle inferiori a 4-5 µm, microrganismi inclusi. La loro efficienza è garantita per un utilizzo massimo di 6-8h, in quanto lo strato esterno è meno resistente all’umidità e si impregnano facilmente. Sono destinate a chi deve stare a contatto ravvicinato con un individuo infetto e a chi è infetto, perché garantiscono protezione in situazioni di contaminazione a concentrazioni elevate (circa 10 volte il limite di soglia). Efficienza filtrante in inalazione ed esalazione di ca. 95%.
    • Mascherine con filtro FFP3 senza valvola di aspirazione: sono costituite sempre da strati di TNT, soffiato a fusione, e devono aderire al volto. Sono dotate di stringinaso con guarnizione di tenuta e doppio elastico. Devono rispondere necessariamente alle norme tecniche (UNI EN ISO 14683 e UNI EN ISO 10993) da certificare all’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL). Tali mascherine sono efficienti per proteggere dall’inalazione di particelle inferiori a 4-5 µm, microrganismi inclusi. La loro efficienza è garantita per un utilizzo massimo di 6-8h, in quanto lo strato esterno è meno resistente all’umidità e si impregnano facilmente. Sono destinate a chi deve stare a contatto ravvicinato con un individuo infetto e a chi è infetto, perché garantiscono protezione in situazioni di contaminazione a concentrazioni elevate (circa 50 volte il limite di soglia). Efficienza filtrante in inalazione ed esalazione di ca. 99%.
    • Mascherine con filtro FFP2/FFP3 dotati di valvole: valgono le caratteristiche e capacità di cui sopra, ma presentano una valvola che facilita gli atti respiratori: si chiude quando si inala e si apre quando si esala. A tal motivo, non possono essere usate da persone infette o che sospettano di esserlo.

 

Nella speranza di aver fatto un po’ di chiarezza sull’utilizzo delle mascherine, vi ricordiamo che la riduzione del contagio avviene se, e solo se, rispettiamo le misure preventive che ricordiamo ancora una volta:

  • Lavarsi spesso le mani con acqua calda e sapone (l’acqua calda favorisce la detersione)
  • Rimanere a casa (evitiamo anche le corse/passeggiate all’aperto)
  • Rispettare la distanza di sicurezza di ≥ 1 metro, se proprio avete necessità di dover uscire dalla vostra abitazione
  • Favorite il lavoro e l’insegnamento a distanza
  • Tenete i bambini, gli anziani e chiunque soffra di patologie varie al sicuro

 

Il team